Istantanee non banali della banale vita del mondo contemporaneo.

Bene e male, pace e guerra, costruzione e distruzione… Non c’è differenza!

Anzi, è proprio nel supposto scorrere pacifico della vita, che il male si annida.

La pace non basta: il problema è che non siamo veramente liberi.

Suoni ripetitivi, carillon che ipnotizzano l’anima. Il Potere ci ha resi comunque schiavi, non nel cervello ma, biblicamente, nel Cuore.

Anche quando crediamo di essere liberi, quando si apre qualche fortuita analogia con la “vera vita” (quando sentiamo il “ritmo delle piante”, o quando, musicalmente, voci angeliche sono percepite in lontananza), perfino quando essa ci tocca (per sua iniziativa, non per nostra), in realtà rimaniamo schiavi del Re.

L’incarnazione del Potere? L’inutile tecnologia e tecnologicizzazione, la meccanicità precostituita della vita.

 

Il re del mondo (Franco Battiato)

Strano come il rombo degli aerei

Da caccia un tempo,

Stonasse con il ritmo delle piante

Al sole sui balconi…

E poi silenzio… e poi, lontano

Il tuono dei cannoni; a freddo…

E dalle radio dei segnali in codice.

Un giorno in cielo, fuochi di Bengala…

La Pace ritornò;

Ma il Re del Mondo,

Ci tiene prigioniero il Cuore.

Nei vestiti bianchi a ruota…

Echi delle Danze Sufi…

Nelle metro giapponesi, oggi,

Macchine d’Ossigeno.

Più diventa tutto inutile,

E più credi che sia vero,

E il giorno della Fine

Non ti servirà l’Inglese.

…E sulle Biciclette verso Casa,

La Vita ci sfiorò,

Ma il Re del Mondo,

Ci tiene prigioniero il Cuore.

LP: “Mondi lontanissimi”, 1985 – 3’26” – Autore: F. Battiato.