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    <title>Questononèunblog...</title>
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    <description>Ma i seguenti sono&lt;br/&gt;cinquantadue&lt;br/&gt;momenti da brivido&lt;br/&gt;nella storia del Rock</description>
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      <title># 0 - Heroin</title>
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      <pubDate>Sun, 29 Apr 2012 21:25:56 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Voci/2012/4/29__1_-_Trying_to_Get_to_You_2_files/banana1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Media/banana1_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:224px; height:224px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Artista: Velvet Underground&lt;br/&gt;Album: The Velvet Underground &amp;amp; Nico&lt;br/&gt;Anno di pubblicazione: 1967&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Astenersi moralisti o deboli di cuori!&lt;br/&gt;Adesso che tutti se ne sono andati soddisfatti (speriamo) e che la notte è sopraggiunta, possiamo abbassare la voce e parlare delle cose più importanti...&lt;br/&gt;È vero che il trinomio Sex &amp;amp; Drugs &amp;amp; Rock’n’Roll è il classico luogo comune che non spiega nulla e descrive molto poco di ciò che è stato il Rock. Però alcuni legami tra questa musica e le “dipendenze” sono noti a tutti e molto rilevanti. &lt;br/&gt;Il caso adesso in esame è forse quello più conosciuto ed è senz’altro il più dirompente.&lt;br/&gt;Lou Reed ha introdotto così il brano, in passato: “Non è né a favore né contro. Ne parla!”.&lt;br/&gt;Non è proprio così.&lt;br/&gt;I protagonisti di questo disco (IL disco) sono tutti in cerca della salvezza.&lt;br/&gt;Ovviamente nel posto sbagliato...&lt;br/&gt;Il caso più eclatante è quello di Run Run Run: la chitarra che imita un sitar distorto, i personaggi che vanno cercare “redenzione” a Union Square! Altro che l’India...&lt;br/&gt;Però il loro desiderio di felicità è immenso e per niente scalfito dagli ostacoli e dagli insuccessi.&lt;br/&gt;Il personaggio di Heroin mette subito in chiaro qual è lo scopo della sua vita: “Cercare il Regno”!&lt;br/&gt;Niente compromessi: realizzazione totale di sé. &lt;br/&gt;Che poi essa venga identificata con l’annullare la propria esistenza per mezzo della peggiore delle droghe (nel periodo d’oro del “peace &amp;amp; love” degli hippies, è bene ricordarlo), con la fuga dal proprio spazio e dal proprio tempo, con l’oblio di sé, con l’ostinata ripetizione dell’«I guess that I just don’t know»... mette certamente i brividi, facendo riflettere sulle vette a cui il Novecento e in particolare i gloriosi Sixties hanno condotto l’umanità...&lt;br/&gt;Be’, però una vetta è stata raggiunta senz’altro: quella musicale.&lt;br/&gt;E in fondo è il Rock a esprimere l’unica ragionevole parvenza di salvezza per i personaggi delle canzoni di Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison, Maureen Tucker e Nico.&lt;br/&gt;Non a caso il disco si conclude con la lunga coda strumentale di European Son.&lt;br/&gt;E nella stessa Heroin, come sempre accade nei brani da brividi, è la musica (ipnotizzante, avvolgente, trascinante, disturbante) a dare un senso profondo alle parole del testo.&lt;br/&gt;È questa (ormai è evidente) l’essenza del Rock. &lt;br/&gt;Che non è poesia. &lt;br/&gt;È molto di più!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Your European Son is gone&lt;br/&gt;You’d better say so long&lt;br/&gt;Your clouds driftin’ good-bye&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole, parole, parole: I don’t know just where I’m going but I’m gonna try for the Kingdom if I can&lt;br/&gt;Momento da brividi: 4’45” circa - La risata nervosa dopo la grande dichiarazione! &lt;br/&gt;Dove la trovo? &lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch%253Fv%253DnJNMnBhf-Ds&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=nJNMnBhf-Ds&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;</description>
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      <title># 1 - Trying to Get to You</title>
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      <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 22:19:25 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Voci/2012/4/27__6_-_Black_%28live%29_2_files/elvis-presley-ZYXD_o_tn.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Media/elvis-presley-ZYXD_o_tn_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:425px; height:340px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Artista: Elvis Presley&lt;br/&gt;Album: ’68 Comeback Special&lt;br/&gt;Anno di pubblicazione: 2008 (registrata nel 1968)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;The winner takes it all!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È il padre di tutti noi amanti del Rock.&lt;br/&gt;Cosa saremmo stati senza di lui? &lt;br/&gt;Che cosa siamo diventati da quando se n’è andato (16 agosto 1977, nella terra della Grazia)? &lt;br/&gt;È purtroppo molto facile rispondere alla seconda domanda.&lt;br/&gt;Carne da macello per MTV! &lt;br/&gt;Parassiti dei dischetti di plastica! &lt;br/&gt;Cerebrolesi muniti di cuffiette per ascoltare il nulla...&lt;br/&gt;Naturalmente quel genio di Lester Bangs lo ha detto molto meglio nel commovente articolo “Where Were You When Elvis Died?”: «NON SAREMO MAI PIÙ D’ACCORDO SU QUALCOSA COME SIAMO STATI D’ACCORDO SU ELVIS. Quindi non mi preoccuperò di dire addio alla sua salma. Dirò addio a voi».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se il Rock deve tutto a quella manciata di 45 giri pubblicati dalla Sun Records tra luglio 1954 e agosto 1955 (la Genesi), l’apogeo della carriera di Elvis è lo show del Comeback Special, registrato nel giugno 1968 e mandato in onda il 3 dicembre dello stesso anno (i Salmi! L’Apocalisse ovviamente coincide con i luccicanti ed eccessivi live shows degli anni ’70).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mettiamolo subito in chiaro: l’unica vera rivoluzione (da tutti i punti di vista: musicale, culturale, politico...) avvenuta nel 1968 è quella realizzata dall’artista di Tupelo in questo ritorno sulla scena musicale dopo quasi un decennio dedicato soprattutto al cinema.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nella sezione “unplugged” dello show, Elvis torna, insieme ai suoi amici, alla dimensione originale e più intima della sua arte, dimostrando di non aver perso un grammo della sua incredibile capacità di unire sensualità e religiosità.&lt;br/&gt;In particolare, questo brano (in cui si direbbe che paradossalmente Elvis quasi “fatichi” a star dietro a se stesso), oltre a costituire il vertice della sua performance, esprime con chiarezza e certezza lo scopo della vita del cantante: raggiungere l’amata, con l’aiuto del Signore.&lt;br/&gt;Il tentativo espresso dal titolo (“trying”) è evidentemente portato a termine con successo: lo si evince dalla sicurezza con cui Elvis esegue il brano!&lt;br/&gt;La luce divina (compagna costante e spesso evocata nella carriera del Re del Rock’n’Roll) è elemento essenziale del percorso verso l’amata.&lt;br/&gt;Tanto da far pensare che in fondo quel tu verso cui sta andando è anche Dio stesso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Adesso che questo percorso si è compiuto, possiamo dire (parafrasando due versi del brano) che per mezzo di dischi e video come questo, caro Elvis, «ci sono molte miglia di distanza tra noi, ma non significano niente»!&lt;br/&gt;Grazie!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole, parole, parole: When my way was dark as night He would shine His brightest light&lt;br/&gt;Momento da brividi: UN SOLO MOMENTO?!?!?! &lt;br/&gt;Dove la trovo? &lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch%253Fv%253DoKPaHpCoAE0&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=oKPaHpCoAE0&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;</description>
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      <title># 2.1 - Mama, You Been on My Mind (live)</title>
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      <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 21:11:07 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Voci/2012/4/20__2.2_-_With_God_on_Our_Side_%28live%29_2_files/Dylan%20Baez%20fun.png&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Media/Dylan%20Baez%20fun.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:425px; height:255px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Artista: Bob Dylan &amp;amp; Joan Baez&lt;br/&gt;Album: Bootleg Series Vol. 6&lt;br/&gt;Anno di pubblicazione: 2004 (registrata nel 1964)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;...e poi c’è il fatto che quell’amalgama non si realizza tra due voci paragonabili, affini, ma tra quella ruvida, rasposa, mal-educata di Bob e quella angelica e vibrante di Joan...&lt;br/&gt;Loro lo sanno: con questo impasto fuori dagli schemi potrebbero davvero cantare l’elenco telefonico!&lt;br/&gt;E praticamente si permettono di farlo... &lt;br/&gt;Il loro primo duetto nel concerto di Halloween è infatti un insulto all’arte del bel cantare, irritante nella sua improvvisazione e nella mancanza di direzione comune.&lt;br/&gt;Joan mantiene le distanze volgendo il testo al suo punto di vista femminile (“Daddy, you been on my mind...”). Bob non è in grado di ricordare l’inizio delle ultime due strofe senza l’aiuto di lei.&lt;br/&gt;Quel testo, inoltre, è uno schiaffo in faccia alle canzoni d’amore e probabilmente anche all’amore stesso (di sicuro agli amanti...). Una delle tante “canzoni di non-amore” di Dylan (la più nota delle quali è la terza del duetto di Halloween: It Ain’t Me, Babe).&lt;br/&gt;Vengono esplicitamente banditi gli stereotipi degli innamorati: “Non so dimenticare”, “Dimmi sì o no”, “Dove sei stato?”...&lt;br/&gt;Per questo gli errori e le sbavature dell’esecuzione in fondo non fanno altro che alimentare la sensazione di disinvoltura comunicata dalle parole. &lt;br/&gt;Si tratta soltanto di una persona a cui torna alla memoria qualcuno che ha avuto una certa importanza nella propria vita.&lt;br/&gt;Niente di speciale: «Sarà forse il colore del sole tagliato così netto che sovrasta l’incrocio dove mi trovo, o forse il tempo, o qualcosa così, ma mi sei tornata in mente»...&lt;br/&gt;Eppure, nonostante tutta la spensieratezza e la mancanza di professionalità, non è possibile non prendere in considerazione l’ipotesi che il senso di questa canzone sia esattamente l’opposto: di quella misteriosa persona non si riesce in fondo a fare a meno.&lt;br/&gt;La sua presenza torna fuori quando meno te l’aspetti!&lt;br/&gt;A rafforzare quest’impressione, la strofa finale, che esprime un legame fortissimo, oltre che un’intuizione  geniale: io, che ti sono stato accanto e che ti ho scolpito nella mente, ti conosco meglio di quanto possa fare tu stesso...&lt;br/&gt;Altro che “fugace passione”!...&lt;br/&gt;P.S.: L’ho già scritto che hanno solo 23 anni?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole, parole, parole: I’d just be curious to know if you can see yourself as clear as someone who has had you on his/her mind&lt;br/&gt;Momento da brividi: 0’10” circa - Inizia la canzone, e la fusione delle voci è già perfetta... Perhaps it’s the color of the sun cut flaaat an’ cov’rin’&lt;br/&gt;Dove la trovo? È ancor più necessario che te la compri! Questione di letizia o tristezza eterne...&lt;br/&gt;</description>
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      <title># 2.2 - With God on Our Side (live)</title>
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      <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 18:26:20 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Voci/2012/4/13__3_-_Star_Spangled_Banner_%28live%29_2_files/Live64-2.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Media/Live64-2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:425px; height:458px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Artista: Bob Dylan &amp;amp; Joan Baez&lt;br/&gt;Album: Bootleg Series Vol. 6&lt;br/&gt;Anno di pubblicazione: 2004 (registrata nel 1964)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’America!&lt;br/&gt;Ce ne fanno la storia, con ardore, armonia, sicurezza e un pizzico di incosciente tracotanza, due VENTITREENNI (si noti: 23-enni!) americani (discendenti di immigrati, naturalmente) che attingono miracolosamente alla Bellezza pura.&lt;br/&gt;Il contesto è quello del famoso concerto di Halloween ’64 alla Philharmonic Hall: Dylan di lì a poco imbraccerà la chitarra elettrica, ma di fatto ha già tagliato i ponti col Folk Revival. &lt;br/&gt;Per qualche occasione ancora, come lui stesso dice, si mette la “maschera da Bob Dylan” ed esegue solitario i vecchi brani, ma anche nuove canzoni acustiche che non sono state a quella data pubblicate (su tutte It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding) - come dicono in America: “Terrific”!).&lt;br/&gt;Ai bis compare l’amica Joan, e con un pugno di brani eseguiti in duetto, mostrano al pubblico cosa significhi l’espressione “conquistare il mondo”.&lt;br/&gt;Incosciente tracotanza, si è scritto sopra, ma con quale coscienza di sé! &lt;br/&gt;(A 23 anni!)&lt;br/&gt;Questo pezzo, in particolare, narra in modo perfetto le vicende americane, in sapiente equilibrio tra ironia e veridicità.&lt;br/&gt;Roba da far buttare via qualsiasi manuale di storia...&lt;br/&gt;Ovviamente si noteranno i versi finali delle strofe, che concludono i racconti delle contraddittorie avventure degli Statunitensi sottolineando la loro certezza di avere “Dio dalla propria parte”. E senz’altro un po’ di sarcasmo è presente (particolarmente in questo concerto, molto “scanzonato”).&lt;br/&gt;Ma soprattutto la voce di Joan Baez dà ai versi una serietà (per una volta, non seriosa) che non può non far prendere in considerazione il fatto che gli Americani (tutti) hanno costitutivamente la percezione di avere “Dio dalla propria parte”. (Soprattutto la voce di Joan Baez, ma anche quella di Dylan non scherza, quanto a profondità: qui Bob si è momentaneamente tolto la maschera!).&lt;br/&gt;Casomai, questa percezione vacilla nella penultima strofa, quella su Giuda Iscariota, e si riverbera sull’ultima, che comunque ribadisce quantomeno la speranza che Dio sia letteralmente “dalla nostra parte” e che fermi così la “prossima guerra” (quella con l’URSS? Beh... L’ha fatto! L’ha fermata veramente...).&lt;br/&gt;Quasi ogni volta lo abbiamo sottolineato: è il modo in cui sono eseguite canzoni come questa, a trarre qualcosa di diverso dalla semplice poeticità del testo. A farne l’essenza del Rock!&lt;br/&gt;P.S.: Ci sono le imperfezioni, gli attacchi sbagliati, le pause non concordate... E allora? &lt;br/&gt;Anzi: proprio grazie a esse, la perfezione prende forma con un’urgenza che non può perdersi in giochetti perfezionistici...&lt;br/&gt;(A soli 23 anni!!!)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole, parole, parole: Jesus Christ was betrayed by a kiss&lt;br/&gt;Momento da brividi: 0’10” circa - Inizia la canzone, e la fusione delle voci è già perfetta... Oh, my name it ain’t nooothing!&lt;br/&gt;Dove la trovo? È necessario che te la compri! Questione di vita o di morte...&lt;br/&gt;</description>
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      <title># 3 - Star Spangled Banner (live)</title>
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      <pubDate>Fri, 6 Apr 2012 21:33:23 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Voci/2012/4/6__3_-_Star_Spangled_Banner_%28live%29_files/jimi-hendrix-woodstock-by-dan-garson.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Media/jimi-hendrix-woodstock-by-dan-garson_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:312px; height:206px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Artista: Jimi Hendrix&lt;br/&gt;Album: Woodstock: Music from the Original Soundtrack and More&lt;br/&gt;Anno di pubblicazione: 1970&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’America!&lt;br/&gt;Fine degli anni Sessanta. &lt;br/&gt;Fine della stagione Peace &amp;amp; Love. &lt;br/&gt;Fine di Woodstock. &lt;br/&gt;Letteralmente, fine di Woodstock: i tre giorni del festival si sono esauriti, ma il programma dei concerti si prolunga fino al mattino di lunedì 18 agosto 1969. Il filmato dell’evento è chiaro: solo poche migliaia di persone rimangono ad assistere, in un clima di smobilitazione, l’ultimo artista. Che, com’è giusto, è anche il più geniale...&lt;br/&gt;Quello che non era prevedibile è che nella sua performance venga magistralmente racchiusa la fine di un’epoca. &lt;br/&gt;L’intero set, da Message to Love a Hey Joe.&lt;br/&gt;Ma qui stiamo parlando soprattutto dell’Inno per definizione.&lt;br/&gt;Quello americano.&lt;br/&gt;La resa di Hendrix lascia ancora oggi senza parole. &lt;br/&gt;Basta aver raggiunto l’età della coscienza per rendersi conto di assistere (grazie ai supporti audio e video) a un’incredibile epifania che esprime la storia e l’ideale originario degli USA. Comprese ovviamente le sue contraddizioni, le sue crisi e, qualcuno direbbe, il suo fallimento.&lt;br/&gt;Però bisogna distinguere...&lt;br/&gt;Che l’esecuzione di Star Spangled Banner a Woodstock sintetizzi e profetizzi l’impotenza finale degli ideali degli anni Sessanta, è chiaro a chiunque ascolti con mente aperta.&lt;br/&gt;Le note della chitarra elettrica prolungate fino a diventare (quasi con naturalezza) i raid degli aeroplani, il caos dei bombardamenti, le urla degli esseri umani morenti, il Silenzio (aka Taps) davanti ai soldati che tornano a casa nelle bare... meglio di qualsiasi trattato sulla guerra del Vietnam.&lt;br/&gt;In un momento altamente simbolico, poi: al termine della “stagione dei festival”, definitivamente suggellata da Altamont (dicembre 1969: un morto accoltellato dal “servizio d’ordine” degli Hell’s Angels tra gli spettatori del concerto gratuito) e Wight (agosto 1970: l’attenzione del pubblico è rivolta a tentare di entrare gratis più che all’“armonia cosmica”). &lt;br/&gt;In ogni caso, Hendrix a Woodstock NON È il simbolo del fallimento dell’ideale americano, ma soltanto della sua incarnazione nei Sixties, che si rivelano qui in tutta la loro fragilità. &lt;br/&gt;Come potrebbe essere fallimentare, una cultura che ci ha donato (insieme all’intervento divino, ovviamente) un artista e una persona come Jimi Hendrix?&lt;br/&gt;P.S.: Tutti lo dimenticano, ma quel sottile filo sonoro che lega l’esecuzione dell’inno a quella di Purple Haze, col suo storico riff mille volte ripreso, è la prima forma di speranza che ci lascia la performance di Hendrix: ’Scuse me, while I kiss the sky...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole, parole, parole: Non necessarie!&lt;br/&gt;Momento da brividi: 1’30” circa - Le urla fra le bombe...&lt;br/&gt;Dove la trovo? &lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch%253Fv%253DVzUhUyfStuU&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=VzUhUyfStuU&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;</description>
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      <title># 4 - Thunder Road</title>
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      <pubDate>Fri, 30 Mar 2012 23:10:41 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Voci/2012/3/30__5_-_Caravan_%28live%29_2_files/born-run.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.testipensanti.it/Brividi/Brividi/Media/born-run.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:425px; height:319px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Artista: Bruce Springsteen &amp;amp; the E-Street Band&lt;br/&gt;Album: Born to Run&lt;br/&gt;Anno di pubblicazione: 1975&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una chitarra, un auto, Roy Orbison alla radio, il sax e l’amicizia di Clarence Clemons... ovviamente una “lei”: non importa che sia mozzafiato, basta che sia l’unica, quella giusta, e che abbia voglia di partecipare all’avventura!&lt;br/&gt;Non c’è bisogno di altro per partire per il viaggio di un’esistenza vissuta in prima linea.&lt;br/&gt;Che la vita sia un viaggio, lo sapevamo anche senza bisogno di Springsteen.&lt;br/&gt;Quello che lui ci ha mostrato è proprio quel poco che è essenziale per vivere da protagonisti, con un’energia che ti faccia affrontare tutto come se fosse l’ultima, imperdibile, occasione...&lt;br/&gt;È, ancora una volta, la famosa questione dell’attitude: quella fondamentale per fare Rock, fosse anche solo con una voce rauca e un pianoforte a coda!&lt;br/&gt;È questione di avere una chiara coscienza dei mezzi, della strada, dello scopo.&lt;br/&gt;Saper scegliere le compagnie essenziali, abbiamo detto.&lt;br/&gt;Ma anche avere in mente la meta. &lt;br/&gt;Che non può essere qualcosa meno della Promised Land! &lt;br/&gt;Non in America, non per chi faccia musica, non per chi abbia ascoltato i grandi del Rock (primi tra tutti Elvis e Chuck Berry)...&lt;br/&gt;Quanto alla strada: quei pochi metri dalla porta di casa all’automobile, e poi via sulla Thunder Road, appunto. &lt;br/&gt;Una strada ampia, accidentata, soprattutto da fare di corsa, d’un fiato, contro il vento e contro qualsiasi altro “fantasma” contrario.&lt;br/&gt;[Particolare importante: si tratta di una strada, qualcosa di carnale da percorrere con le ruote di una macchina; non già un percorso spirituale, disincarnato, angelico...]&lt;br/&gt;Per questo, nonostante tutte le versioni solitarie, acustiche, “nude” della canzone siano affascinanti, l’originale su disco è incomparabile!&lt;br/&gt;Non solo per la posizione introduttiva che riveste nel progetto dell’LP (“Nato per correre”, appunto).&lt;br/&gt;Ma soprattutto perché il crescendo musicale (fino a un vero e proprio wall of sound spectoriano) che accompagna il canto è il più entusiasmante e significativo mai registrato.&lt;br/&gt;Impossibile rimanere a sedere e non uscire di casa.&lt;br/&gt;In qualsiasi condizione.&lt;br/&gt;Nella notte.&lt;br/&gt;Per «perlustrare la Terra Promessa».&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Parole, parole, parole: You ain’t a beauty but hey you’re alright&lt;br/&gt;Momento da brividi: 0’01” circa - Il piano, l’armonica: l’inizio!&lt;br/&gt;Dove la trovo? &lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch%253Fv%253DRMB3M43AEpc&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=RMB3M43AEpc&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;</description>
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